L' Abbecedario di "un Vivere migliore": chiarimenti, opinioni e proposte

Autore: emilianobruno

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MANIFESTO PER " UN VIVERE MIGLIORE ": 1) per capire poi bene la proposta.

Autore: emilianobruno

GIULIO TREMONTI L'AVEVA DETTO:
A CAUSA DELLA "GLOBALIZZZIONE FATTA DA GENTE ILLUMINATA",
ARRIVERA' IL FANTASMA DELLA POVERTA'!
 


Che le economie basate su un'industria manifatturiera a bassa tecnologia e non più competitiva, una "finanza rapace" e "un consumo non più sostenibile" dalle famiglie
per mancanza del potere d'acquisto, avrebbero creato una così grave crisi e grosse difficoltà a gestirla, era sotto gli occhi di tutti, ma l'avidità e la mancanza di lungimiranza ha reso il vertice dell'oligarchia irresponsabile. Purtoppo, come sempre, il conto lo paghiamo tutti noi
alla base della piramide sociale!
 
 
Ma un Mondo e un modo migliore per vivere è possibile:
basta che noi tutti assieme, la società civile, partecipiamo a realizzarli.
Questa proposta potrebbe permettere a chiunque di migliorare la propria vita,
semplicemente aiutando anche altri a migliorarla.
 
 
Insieme possiamo partecipare a realizzare un nuovo Rinascimento: 
 incominciando a sostituire la paura, la diffidenza e l'indifferenza verso "gli altri",
con la reciproca conoscenza e aiutandosi l'un l'altro.
Tutto ciò è possibile!
Ed è la situazione di criticità la chiave per entrare nel regno delle possibilità!
 
Non basta più dire che le cose vanno male, tutti sanno che le cose vanno male. Anche l’aria è diventata irrespirabile e il cibo è immangiabile, l’ultima truffa a danno del “consumatore” è una mozzarella che al contatto con l’aria diventa blu. Mangiarla, non può certo farci bene.
 
Stiamo vivendo un’enorme crisi economica mondiale. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l’ha vive con la paura di perderlo. La possibilità di spesa delle famiglie ormai è da anni che diminuisce. Già prima della crisi la situazione non era buona, ora per molti si è aggravata: prima di tutto c'è la sindrome della quarta settimana, la gente fa ancora più fatica ad arrivare sino alla fine del mese. La questione del lavoro che era già pesante, ha aumentato il precariato perenne in cui si trovano troppi giovani; le difficoltà di ricollocazione per chi ha più di 40 anni ora è diventata proibitiva; e manca un qualsiasi processo di rivitalizzazione e formazione per chi è stato espulso dalla produzione. Le piccole attività e i negozianti ormai non hanno più certezze: vengono chiuse molte più attività di quelle che aprono, lavori e vendite sono diminuite molto, va male anche per i mercatini rionali degli ambulanti.
 
E non ha più ormai senso pensare a uno Stato Robin Hood, che migliori la vita di tutti con una ridistribuzione più equa "della ricchezza che tutti assieme, collettivamente, creiamo e della quale invece la maggior parte se ne appropria chi evade le tasse e l'oligarchia ai vertici del sistema capitalistico": finché rimane questo contesto socioeconomico, non succederà mai.
 
In un’intervista al Blog di Beppe Grillo, di qualche tempo fa, Joseph Stiglitz premio Nobel per l’economia, ha affermato: Il denaro dovrebbe andare dai più ricchi ai più poveri, come l'acqua scivola dall'alto verso il basso. Ma i fatti ci dicono che in verità succede l’incontrario, la ricchezza economica passa dai poveri ai ricchi, aumentando il divario e ormai anche la disuguaglianza percepita. Ed è l’attuale contesto socioeconomico che permette e favorisce questa situazione. Ora, la domanda nasce spontanea, i vertici della classe dirigente di questo Paese hanno almeno qualche concreta idea per uscire da questa crisi sociale ed economica? O l'unica idea è quella  solita di presentare e fare pagare il conto a tutti noi, la base della piramide sociale.

("Il Manifesto" tra breve continuerà con il punto 2)

Si prega di non cliccare, solo per questa pagina, leggi l'articolo completo.
 
Per quanto possiate essere intelligenti vi assicuro che non vi bastano cinque minuti.  
Consiglio chi fosse interessato a saperne davvero di più, di passare alla sezione
Introduzione alla nuova socioeconomia.
Forse, per capire, non basta una lettura frettolosa e superficiale e magari anche prevenuta: tanto il mondo è tutto una merda, e in giro c'è solo gente pronta a fregarti: e se invece non fosse proprio così?

MANIFESTO PER " UN VIVERE MIGLIORE ".

Autore: emilianobruno

4) La società civile potrebbe dare una risposta fondamentale, strategica: potrebbe re- inventare se stessa e incominciare a realizzare un nuovo Rinascimento: sociale, morale, culturale e spirituale. E potrebbe farlo partendo da un cambiamento che permetta a chiunque d’inserirsi come un attore responsabile: libero promotore di questa attività socioeconomica e/o di un'attività civica solidale, divenendo così il degno membro di una nuova Civiltà.
 
Caro sociologo, perché nessuno ha mai raccontato che già nel decennio '68 - ‘77
si è cercato di “costruire un’ essere umano nuovo”

 
Questa crisi potrebbe essere salutare? Partecipando insieme a un nuovo agire civico solidale,
si potrebbe trasformare "Kirghisia" o l'utopia in realtà, in un Vivere migliore.
 
 
Rimanendo invece chiusi nel proprio individualismo,
questa potrebbe essere l'alternativa:
Breve storia della grande crisi Argentina ...

La storia dell'umanità insegna che la conoscenza ha sempre conferito potenza a chi la possiede. Ora è possibile che una conoscenza utile per migliorare la qualità di vita sia disponibile per tutti e comprensibile ai più. Si potrebbe incominciare da una cultura umanistica spirituale, semplice da capire e fare propria che permetta d'acquisire una dialettica costruttiva, consapevolezza e una  maggiore responsabilità. Così ognuno elevando la propria coscienza potrà capire il suo giusto ruolo nella vita e nella società: “un Vivere migliore”.

E si potrebbe continuare con un'informazione e una formazione mirate a elevare la coscienza critica e migliorare il benessere fisico, mentale e spirituale.

In un rapporto U.N.E.S.C.O. (org. O. N. U. per l’educazione, la scienza e la cultura), si pongono due importanti aspetti didattici educativi all’attenzione degli Stati aderenti e se ne raccomanda la loro diffusione. “Il primo aspetto è che l'istruzione deve essere generale e coprire quattro discipline: imparare come s'impara; imparare come si fa; imparare come si deve essere; imparare a convivere. Il secondo aspetto è che lo studio deve trasformarsi in un impegno per tutta la vita”. Chiunque, già impegnandosi e imparando a fare propri i due aspetti educativi e le quattro discipline raccomandati dall’U.N.E.S.C.O. parteciperebbe a edificare un Vivere migliore e una migliore società. Potrebbe però anche imparare e promuovere le quattro discipline e il progetto e così, per il merito, partecipare all’ambita selezione dei "Coordinatori del Circuito".

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